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Intervista a Juan Formell

D) Tu che sei il leader di un gruppo che da tanto tempo é al top della preferenza del pubblico cubano, ci puoi dire
Intervista a Juan Formell leader del gruppo cubano Los Van Van quale é il segreto di questo successo?

R) Bueno il segreto è del bailador, si è sempre lavorato perché la gente balli, questo il concetto principale, indipendentemente dalla qualità della musica, che fosse buona anche da ascoltare, dalla qualità dei testi. Quando si rispetta il bailador, automaticamente si può diventare un fenomeno che dura anche tanto tempo, di generazione in generazione.
Al pubblico cubano piace molto il ballo, è un pubblico fondamentalmente bailador, e questo credo sia la spiegazione principale del nostro successo. Poi c'è anche che si raccontano storie, ambientate nel nostro contesto sociale, della nostra vita quotidiana a Cuba, che a volte sono comuni anche con altre realtà del mondo, e dove la gente si può riconoscere.

D) Che importanza ha avuto per te far parte dell'orchestra di Elio Revè prima di fondare i Van Van?

R) Quello che mi successe con Revè è che io venivo da un altro mondo, facevo jazz, suonavo in orchestre di Cabaret, e suonare con Revè mi è servito per scoprire un nuovo elemento musicale, dove apportando anche l'elettronica al loro formato tradizionale, mi è servito un po' da base per quello che si è fatto con i Van Van.
Tutto è stato molto casuale, non c'era nulla di preordinato, e in realtà quello che è successo con Revè è che invece di adattarmi io all'orchestra, ho apportato nuovi elementi musicali e l'orchestra si è un po' dovuta adattare a me. Cmq certo, suonare con un'orchestra di musica popolare ballabile, tipica cubana, anche a me ha insegnato molte cose.

D) Qui in Italia ogni tanto ci sono discussioni nell'ambiente del ballo latino, anche fra gli addetti ai lavori... se la "Salsa" è cubana oppure no, sul significato stesso della parola "Salsa", a volte polemiche che dividono le scuole di ballo e che si riflettono anche nel pubblico bailador. Che vuoi dire su questo?

R) Guarda proprio pochi giorni facevamo una discussione simile con Josè Alberto "El Canario", ci siamo incontrati in una registrazione. Lui è un dominicano che vive da tanto tempo negli Usa, e appunto lui stesso ci parlava di questa storia della Salsa a NY, così come la conosciamo anche noi. La Salsa esplose negli anni '60 negli Usa dopo che Cuba era stata messa sotto embargo dai nordamericani. La comunità latina di NY sentiva questa necessità di fare musica e cominciò cono riferimento alla Sonora Matancera, celia Cruz, Arsenio Rodiguez e così via con quella che era la nosta musica degli anni '50. A poco a poco a questo fenomeno si integravano ai portoricani, i colombiani, dominicani, panamensi, venezuelani (come Oscar D'Leon) ecc ecc ognuno apportando qualcosa e si creò un fenomeno che a qualcuno può anche non sembrare musica cubana, ma per me almeno l'80/90% di quella musica era cubana. tutti gli elementi caratteristici della musica cubana degli anni '50 si trovavano nella Salsa.
Certo quello è un movimento che si è creato fuori da Cuba, soprattutto a NY negli anni '60 con Johnny Pacheco, Larry Harlow e tanti altri.
Il punto che a Cuba da allora c'e stata una certa evoluzione della musica, noi stessi, i Van Van ne siamo un esempio. Io credo che tutti i paesi si evolvono culturalmente in tutti gli aspetti, ma credo che li si siano fermati a un'epoca passata, e che cosa succede? Che passando il tempo si esauriscono le risorse e a un certo punto hanno cominciato a riguardare a quello che stava succedendo a Cuba, e si sono accorti che da noi era gia tutto cambiato da quella Salsa che si suonava negli anni '70, hanno scoperto i Van Van, Irakere, Adalberto Alvarez, Ng la Banda e tutti quelle esperienze musicali che hanno apportato cose nuove alla musica tradizionale.

D) La musica cubana è così differente dalla Salsa in generale?

R) Ma no, non credo, piuttosto che la nostra mi pare più ballabile di quella di Ny. Quando portiamo la nostra musica in giro ci accorgiamo che al confronto, l'altra Salsa dopo risulta un po' più debole ("floja") per il bailador. non è un mistero che la musica che si sta scoprendo come fenomeno nuovo e imponendo nel mondo è quella cubana.

D) E ballare con musica cubana è differente che farlo con la Salsa di Portorico o New York?

R) No, non credo sia differente. Noi lo chiamiamo "Casino" quando si balla in coppia e se non è in coppia a Cuba dicono "Despelote", "Timba" o cose così... ma in realtà quel modo di ballare non ha un nome specifico e questo è perfino un peccato perchè è proprio un modo di ballare differente che comunque lo puoi fare con qualsiasi musica, ognuno lo balla come *lo sente*. ti dico che la salsa che si fa fuori di Cuba, ad esempio a New York, è molto più debole ("floja") per poter fare quel tipo di ballo, anche se si può fare lo stesso.

D) Recentemente negli USA ai Van Van sono state aperte le porte per poter fare tournèe, come è stata la risposta del pubblico?

R) Fino ad adesso è stato fantastico. Il primo viaggio è stata un'esperienza molto buona, soprattutto a Portorico dove siamo stati nella tournèe fra dicembre e gennaio 96/97 con 2 concerti memorabili in un anfiteatro da 5000 persone, è stata una vera esplosione d'interesse, un successo così grande che neanche noi ci aspettavamo, una vera sorpresa! In quel primo viaggio è stato fantastico anche a New York e Chicago, e nella costa ovest, a Los Angeles e San Francisco. Nel secondo viggio abbiamo fatto soprattutto Festivals, e voglio menzionare quello di Playboy con 18.000 persone, un qualcosa che anche loro ci hanno detto di essere un evento straordinario che non succedeva da tempo, poi Las Vegas, San Francisco, Montreal in Canada... Credo che negli Usa abbiamo fatto un buon lavoro, quella è la Mecca dove arrivare per tutti, noi inclusi.

D) Che prospettiva internazionale ha la musica popolare ballabile cubana?

R) Questo è un fenomeno abbastanza complicato. In realtà questa musica è per un pubblico particolare, che gli piace ballarla, un pubblico a volte fatto anche di famiglie con bambini al seguito, e in realtà la Salsa non è come il Merengue che si balla a tempo e quindi più facile da ballare. La Salsa è più complessa, va molto a controtempo, ci vuole intesa di coppia per ballarla, cioè bisogna essere bravi. Però la Salsa ha avuto molto pubblico nel mondo e ancora ce l'ha, lo mantiene. L'importante è che la Salsa ha molta varietà di generi che si appoggiano alla tradizione cubana. In questo senso non è come il merengue che è un genere solo e se passa finisce... Noi abbiamo Guaracha, Guaguanco, Rumba, Cha-cha-chà... e tanti generi che fanno una storia più ricca di tradizioni rispetto ad altri in America latina, e questo mi fa pensare che c'è un futuro e prospettiva per la musica popolare ballabile cubana.

D) Ti piace come si sta facendo adesso la musica popolare Salsa a Cuba? Ad esempio NG La Banda, Manolin "El medico de la Salsa", Charanga Habanera...

R) Non è tutta uguale, c'è varietà, uno stile e un modo di fare la musica che definisce chiaramente un'epoca della musica cubana e un'influenza di 2 tronchi della musica come Van Van e Irakene. Vengono fuori tanti gruppi e un suono che qualcuno dice *tutto uguale*, che si assomigliano tutti. Questo è normale, come per il Merengue, possono sembrare tutti uguali i gruppi che lo suonano, idem per il Rock, è un'epoca, uno stile, una forma.

D) Durerà questo?

R) Si penso che durerà.

D) Tu pensi che Josè Luis Cortes "El Tosco" abbia avuto un ruolo importante in questo rinnovamento della musica cubana?

R) Si, penso di si. Lui si è staccato da Irakene e tutto quello che ha fatto e che ha funzionato anche da esempio per gli altri non era più lo stile di Irakene, anzi si stacca da quello... Il Tosco ha delle virtù, oltre che aver suonato con Irakene è stato prima anche con i Van Van, assimilando da queste 2 esperienze molte cose. Il suo stile indubbiamente è quello di aver creato qualcosa di nuovo, una traccia che tanti altri stanno seguendo a partire da Issac Delgado, Manolin El Medico de la Salsa, Charanga Habanera ecc. ecc.

D) I Van Van hanno avuto un grande percussionista, "Changuito", unico nel suo stile di suonare i Timbales, considerato universalmente un Maestro della percussione afro-cubana. Secondo te Cuba continua ad essere il centro della percussione afro-antillana?

R) Io credo di si, e non c'è solo Changuito, per dire c'è Tata Guines, Angà e anche tanti altri, tutti i giovani che si stanno facendo notare, incluso mio figlio Samuel. Si questo è un fenomeno tipicamente cubano.

D) Con quale casa discografica stai lavorando adesso?

R) Caribe e Magic Music. Magic Music ha appena firmato un accordo con MCI per la distribuzione mondiale e Caribe anche con Emi Latin. Stiamo lavorando con queste due etichette, i proprietari sono spagnoli… uno dei due è radicato a Panama e ha licenza a Cuba, Adesso con questi nuovi accordi la distribuzione sarà a livello mondiale.

D) E sei soddisfatto del lavoro che si sta facendo con queste etichette?

R) Mbè… non troppo, sempre ci sono dei problemi in questo campo… però adesso con questo nuovo accordo che hanno fatto con Emi Latin che è una distributrice a livello mondiale ci immaginiamo che tutto questo migliori.

D) L’ultimo disco realizzato è “Ay Dios Amparame”, progetti per il futuro?

R) Ne abbiamo già registrato un altro, si chiama “Van Van te pone la cabeza mala”, non è ancora uscito sul mercato, qui in Europa uscirà a fine anno, verso ottobre/novembre. A Cuba gia sono usciti alcuni brani di questo disco e anche in questa tornèe che stiamo facendo stiamo suonando alcuni pezzi nuovi. Progetti sono di continuare a lavorare nei Festivals che derivano da quello che abbiamo fatto di Play Boy dove siamo piaciuti tanto, ci sono estensioni di questo festival ad Acapulco in Messico e in Giappone dove andremo alla fine di quest’anno. Prima andiamo 3 settimane al Ronnie Scott ad agosto, poi in un Festival a Tel Aviv in Israele…

D) Girando per l'Europa, qual è il pubblico che ti piace di più, cioè quello che pensi recepisca meglio la vostra musica?


R)
Certo che a noi ci favoriscono i paesi di lingua spagnola, ad esempio Barcellona è una piazza molto bella, e anche se non c'è tanta tradizione a ballare la nostra musica, però capiscono bene anche i testi e tutto il nostro messaggio. Poi c'è l'Italia, Roma ad esempio dove ci sono anche tanti Cubani nel pubblico, e ti voglio parlare di Torino, un'ottima piazza, ci sono quelli del Barrio Latino, italiani che se li vedi come ballano, come fanno Rueda de Casino, sembrano cubani.

D) Quindi pensi che in Italia la musica latina e quella cubana possono avere un futuro?

R) Penso di si. Abbiamo visto che l'Italiano in genere capisce e assimila bene la nostra musica, e ha anche capacità per ballarla. Chiaramente si tratta di italiani che anche viaggiano, vengono a Cuba, gli piace la nostra cultura, e penso che se ci si da un pò da fare per la divulgazione e la promozione, c'è futuro.

D) Grazie per l'intervista Formell...

R) Per me è stato un piacere.

Bologna 9/7/97

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Intervista a Juan Formell, leader del gruppo di musica cubana Los Van Van